Storia

Mi ricordo come se fossi oggi quando mio papà mi ha regalato il primo motore (come vengono chiamate le moto in Romagna).

E' quel Malaguti che vedete qui a lato e che mio padre mi ha fatto trovare fuori dalla porta di casa mia quando avevo quattro anni.

Avevamo fatto una scommessa: se fossi riuscito ad andare con la bici senza le rotelle, lui mi avrebbe regalato un motore. Ce la feci, ma non mi aspettavo comunque questa sorpresa: ancora adesso ricordo quel momento come una delle più grandi emozioni della mia vita!

E' iniziata così la mia passione per la moto e quando ero piccolo, andavo tutte le domeniche a vedere mio padre che correva con la moto da cross: io gli davo la posizione e quando non gareggiava lo facevo io con la bici o le minimoto, in una sfida continua con i bimbi della mia età.

A sei anni ho avuto la mia prima minimoto e a sette ho iniziato a correre sia in pista sia con le minicross. In una foto qui sotto, vedete una gara proprio con le minimoto a Forlimpopoli: io, naturalmente, sono quello con il numero 34 in sella a una GRC.

Se sono diventato pilota, il merito è anche di Antonio Gambarri (il proprietario della GRC), una persona straordinaria. A quell'epoca, a 11 anni, ero ufficiale e Gambarri mi ha aiutato in tutti i modi e lo voglio ringraziare di cuore. Fino a 14 anni sono andato avanti a correre in pista e nel cross, poi ho scelto la velocità. Nel 2000, ho disputato il Challenge Aprilia, il mio primo campionato con una moto 125cc. Un successo molto importante per me perchè è il primo ottenuto in sella ad una 'vera' moto.

Nel 2001 ho disputato il campionato italiano (quarto) e ho vinto l'europeo con la GP125. Il successo dell'europeo mi ha aperto le strade del motomondiale, che disputo dal 2002, in sella ad una Honda della squadra di Cirano Mularoni. Il 2004 è stato per me un anno ricco di emozioni: ho ottenuto 5 vittorie e 11 podi in totale che mi hanno portato alla conquista del titolo mondiale nella classe 125cc.

L'anno successivo, sempre con la stessa squadra, sono passato di categoria e in tre anni ho ottenuto 4 successi e sono arrivato due volte secondo e una volta terzo in classifica generale. Sono risultati importanti ma non sono totalmente soddisfatto perchè il mio obiettivo era la conquista del titolo anche in 250cc prima del passaggio in MotoGP. In ogni caso nel 2007 sono andato molto forte come confermano i tempi sul giro realizzati in ogni pista e di questo sono sicuramente soddisfatto.

Nel 2008 sono passato in MotoGP, coronando così uno dei miei obiettivi da quando ho iniziato a correre. E' stata una stagione di grandi gioie, ma anche di sofferenze: la voglia di fare bene era tantissima, ma la poca esperienza e un pacchetto non troppo competitivo a disposizione del mio team satellite mi hanno un po' limitato. In ogni caso, con un lavoro metodico e approfondito siamo spesso riusciti a sopperire a queste mancanze, cogliendo anche risultati importanti.

Come al debutto in Qatar, dove ho chiuso quarto, dopo un'avvincente sfida con Valentino Rossi. Proprio il sorpasso nel giro finale a Valentino è stato uno dei più belli e importanti della stagione, perchè riuscire a battere il pilota considerato come il riferimento della MotoGP mi ha dato coraggio e credito. Della mia prima stagione nella massima cilindrata ricordo con piacere anche le gare a Barcellona e in Malesia. Al Montmelò, una pista dove in passato ho anche conquistato la mia prima vittoria in 250, ho lottato per tutta la gara con Rossi e Stoner per il podio, finendo poi nuovamente quarto, mentre a Sepang sono riuscito a conquistare il terzo posto, centrando così uno degli obiettivi che mi ero posto a inizio stagione. Un podio importantissimo, che ho voluto dedicare al team Scot, la squadra che mi ha portato nel 2002 al mondiale 125, mi ha permesso di conquistare il titolo della ottavo di litro nel 2004 e con la quale ho poi corso in 250 e in MotoGP.

Una vera e propria famiglia, che non dimenticherò mai nemmeno oggi che ho potuto coronare un altro sogno: diventare pilota ufficiale del team Repsol Honda.